Un cantico animato per celebrare settant’anni di storie, incontri e memoria della comunità.
«Laudata sii, sorella Voce, che da settant’anni cammini di casa in casa, umile come un foglio di carta e fedele come la luna.»
Una notte, sotto la luna, l’ultimo numero della Voce di Seriate apre gli occhi. Indossa un saio fatto di carta di giornale, stringe in vita un cordone d’oro e si mette in cammino. Attraversa le cinque zone della comunità — Luce, Comonte, Risveglio, San Giuseppe e Serena — portando una copia a ogni porta.

È l’immagine da cui prende vita La fragranza delle parole, il video che ho realizzato per i settant’anni del mensile della Parrocchia del Santissimo Redentore di Seriate. Un anniversario raccontato attraverso un piccolo viaggio animato, nel quale un giornale diventa personaggio e accompagna lo spettatore dentro la memoria di una comunità.
A ogni consegna riaffiora qualcosa: una festa, un sacramento, un’estate del CRE, un volto conosciuto. Tornano i nomi scritti nelle pagine della gioia e in quelle del dolore. E tornano i volontari che, anche sotto la pioggia, hanno continuato a portare la Voce nelle case.
Quel saio di carta raccoglie tutte queste presenze. Le pagine diventano un abito; le storie, i passi di un cammino che prosegue da settant’anni.

Il titolo nasce dalle «fragranti parole del Signore», le odorifera verba di cui parla san Francesco d’Assisi nella Lettera a tutti i fedeli. Francesco spiega che la malattia e la debolezza del corpo gli impediscono di visitare personalmente tutti: affida quindi alla scrittura le parole che desidera far arrivare lontano.
È un’immagine che illumina anche la storia della Voce. La parola scritta può entrare dove chi l’ha pronunciata non riesce ad andare. Può essere conservata, riletta, condivisa; può ritrovare una voce quando qualcuno la legge a un’altra persona.
Nata nel dicembre 1956 come pagina mensile delle ACLI all’interno della Domenica del Popolo, anche per mantenere un legame con i seriatesi emigrati all’estero, la Voce ha continuato a raggiungere le famiglie attraverso un gesto concreto: una copia portata a mano.

Tra chi scrive e chi legge ci sono persone che raccolgono, preparano, consegnano. Ci sono porte alle quali bussare e lettori che aspettano. Ci sono pagine lette ad alta voce a chi non ci vede più bene, numeri conservati e fotografie nelle quali riconoscersi.
Il richiamo a Francesco attraversa così tutto il racconto: il saio, il ritmo del Cantico, quel «Laudata sii» rivolto affettuosamente a sorella Voce. Anche frate Leone, confidente e compagno di Francesco, offre un’immagine per questo giornale che custodisce le confidenze, i ricordi e le vicende della comunità.
Nel 2026, mentre la Voce celebra i suoi settant’anni, ricorrono anche gli ottocento anni dalla morte di san Francesco, avvenuta il 3 ottobre 1226. Il video intreccia queste due ricorrenze attraverso un gesto condiviso: affidare alle parole il compito di raggiungere gli altri.
Nel finale, il racconto incontra la voce dello storico Marco Bartoli, della Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma, dall’incontro del 23 settembre 2026 del ciclo Francesco, il pauperculus d’Assisi, promosso dall’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo:
«Nella parola scritta c’è una forza che permette di raggiungere anche coloro che non è possibile raggiungere con la parola orale.»
Queste parole accompagnano il senso del viaggio. Il piccolo frate di carta porta con sé settant’anni di vita condivisa e li riconsegna alle case da cui quella vita è nata.
La fragranza delle parole è un grazie a chi ha scritto, fotografato, impaginato, distribuito e letto la Voce. A chi l’ha aspettata. A chi, aprendola, ha ritrovato un volto, una storia, un pezzo della propria Seriate.